CASI CLINICI
Voluminoso meningioma della convessità
parieto-occipitale destra
Si tratta di una donna di 67 anni, con storia
di cefalea subcontinua e difficoltà nella deambulazione.
All’esame neuorologico la paziente presentava rallentamento
ideo-motorio e disturbi visivi (emianopsia laterale omonima sinistra).
La
RM
encefalo mostrava un voluminoso
(6.6x7x6.8 cm) meningioma della convessità parieto-occipitale destra.
La paziente è stata sottoposta
ad Intervento chirurgico di resezione completa del
meningioma e del suo impianto senza complicanze chirurgiche.
Il controllo mediante
RM encefalo
effettuata a distanza di tre mesi dall’operazione, confermava l’asportazione
radicale della lesione. I deficit neurologici preoperatori sono in seguito
regrediti, incluso il deficit del campo visivo, e la paziente ha
riacquistato la sua autonomia.
___________________________________________________________________________________________________________
Rimozione
microscopicamente completa di Oligodendroglioma di basso grado del giro
frontale superiore-lobulo paracentrale a destra.
Si tratta una donna di 40
anni, con crisi epilettiche secondariamente generalizzate esordite 7 anni
prima del ricovero. All’esame neurologico ella presentava unicamente un
aumento del tempo di reazione della mano sinistra al
9-hole peg test
, senza deficit di forza, ed il Karnofsky Performance Scale Score era di 80%, giacché la paziente presentava
episodiche cefalee e 2-3 crisi tonico-cloniche alla settimana, senza
generalizzazione, localizzate all’arto inferiore o all’arto superiore
sinistro ed, episodicamente, anche agli arti di destra (grado 3° di Engel ).
LaRM
pre-operatoria dell’encefalo metteva in evidenza una
lesione ipointensa, infiltrante il giro frontale superiore ed il lobulo
paracentrale a destra. Non vi erano zone captanti il contrasto.
L’indicazione all’intervento
chirurgico è stata posta in base all’evolutività
clinico-radiologica della lesione e per la scarsa risposta al trattamento
anticomiziale. Per ridurre i rischi di deficit neurologico motorio
postoperatorio e realizzare una rimozione della lesione quanto più estesa
possibile, oltre alla localizzazione spaziale intraoperatoria della lesione
ci si è avvalsi della
stimolazione cerebrale
elettrica diretta con
l’intento di localizzare, e quindi preservare, le vie motrici.
Le foto intraoperatorie
prima
e
dopo la resezione della
lesione mostrano come le vie motrici abbiano rappresentato il limite
posteriore dell’asportazione chirurgica.
Nel
periodo postoperatorio immediato la paziente ha presentato un deficit
motorio completo all’arto superiore sinistro, regredito completamente ad 1
mese dall’intervento. Tale deficit transitorio è stato determinato
dall’asportazione dell’
area motrice
supplementare , infiltrata dal tumore, e testimonia il
fatto che la resezione chirurgica è stata spinta fino al limite delle vie
motrici primarie. Violare tale limite avrebbe significato causare un deficit
motorio permanente. D’altra parte, non asportare l’area motrice
supplementare sarebbe equivalso a lasciare “in situ” gran parte del tumore.
Pertanto, a fronte di un deficit temporaneo, annunciato alla paziente e da
essa accettato, è stato possibile asportare completamente il tumore, come
confermato dalla
RM encefalo a 3 mesi
dall’intervento chirurgico. La paziente attualmente, a 4 anni e mezzo
dall’intervento, non presenta alcun deficit neurologico, nè crisi comiziali,
è autonoma e la RM encefalo recente non mostra recidiva della lesione.
___________________________________________________________________________________________________________
|